and the Tortellini's Feat. La Nonna

 

Un'intervista di Piergiorgio Odifreddi a Maurizio Pollini

E’ vero che lei ha studiato fisica?

E’ un mito, che va drasticamente ridimensionato. In effetti, dopo il concorso di Varsavia, mi ero iscritto a Fisica ma la cosa finí lí: ho comprato i libri, ma non c’è stato un solo esame!

Perchè Fisica, comunque?

C’era un interesse potenziale. Dopo il Liceo classico, avevo una certa vergogna di non sapere niente del calcolo infinitesimale e di essere indietro di tre secoli. È una cosa veramente irritante. Ma allora non ho fatto assolutamente niente.

E in seguito?

Dopo ho continuato ad interessarmi dei temi scientifici, come lo può fare una persona che non sa nulla di Matematica, leggendo delle divulgazioni per profani.

Ne ricorda qualcuna?

L’Esposizione divulgativa di Einstein, ad esempio, per avere un embrione di conoscenza di teoria della relatività, che è evidentemente un fatto di interesse incredibile.

Perchè parla del tempo, che è una costituente della Musica?

Non solo. Riuscire a cogliere la verità usando il cervello, e andando molto lontani dal senso comune, è una cosa di un fascino straordinario. E poi avevo, e ho, una grande ammirazione per Einstein come uomo di cultura: per il pacifismo e per le cose audaci e forti che ha detto. Ad esempio, nel 1929, scriveva: “Saremo giudicati da come risolveremo il problema palestinese, e se non saremo capaci di farlo meriteremo tutto il male che ce ne verrà”. Straordinariamente profetico, no?