Chi non ha raggiunto le vette di autostima e solitudine di Berlusconi non può capire quanto ci si senta infelici. Non è l’infelicità delle rate del mutuo, della dissenteria, dello stress da lavoro, in confronto queste sono stupidaggini, è l’infelicità definitiva e senza rimedio di chi ha assecondato fino in fondo il proprio desiderio di essere dio e a settant’anni suonati capisce di essere solo un Berlusconi.